Hotel Tannenhof***

Vacanze spensierate in Alto Adige

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Quando vedo quel lago….
#Il Lago Selvaggio, il più grande, il più profondo e il più mistico#

 

Wilder See

…non ho più bisogno del mare. Una citazione dall’origine sconosciuta, ma che molti ospiti dei pittoreschi laghi di montagna dell’area vacanze Gitschberg Jochtal avranno ripetuto, anche se fare il bagno nelle acque limpide dalle temperature molto fresche è solo roba da veri duri. A far venire la pelle d’oca non sono solo le acque gelide, man anche le molte leggende scarbose, che ricordano questi laghi di montagna.

I laghi di montagna nascono da diverse circostanze e situazioni; come vulcani estinti, da spostamenti tettonici o perchè un grosso smottamento ha creato un bacino., dove l’acqua si è fermata non trovando sbocchi negli strati di terra. Nelle Alpi la formazione di laghi chiamati glacali nati a seguito dell’erosione dei ghiacciai è la più frequente. Nell’area vacanze di sci e malghe Gitschberg Jochtal esistono molti di questi laghi glaciali, alcuni dei quali sono molto pittoreschi.

Su 2.580 metri, ai piedi del Picco di Croce si trova il Lago Selvaggio. Con una lunghezza di quasi 600 m, una larghezza di 300 e una circonferenza di 5 chilometri il Lago Selvaggio è il degrande e al contempo il più bello dei laghi in Alto Adige. In ogni caso è il più grande con i suoi 46 metri anche il più profondo.Il Lago dal coloro blu-verde con il brutto tempo diventa nero con onde spumeggianti. Dalla profondita  si sentono brontoli profondi, che probabilmente hanno inspirato il nome del lago.

In virtù di questa particolarità delle acque soggette alla intemperie questi laghi vengono chiamati “laghi urlanti”. Anche d’inverno, quando un fitto strato di ghiaccio ricopre il lago, spesso si sentono profondi tuoni e ululi. È facilmente immaginabile che tali rumori in passato abbiano ispirato racconti scarabosi. Sembra che gli ululi del Lago Selvaggio risalgono alle grida di tre francesi uccisi dai contadini pusteresi durante l’assedio francese dell’Alto Adige da parte di Napoleone nel 1809. La leggenda vuole che il parroco, al quale un contadino aveva più tardi confessato l’omicidio, abbia rinchiuso le anime dei soldati nel Lago Selvaggio, dove presumibilmente fino a oggi ululano e brontolano.

Un altro racconto, anche se molto scherzoso, riferisce che qualcuno abbia buttato nel lago una bicicletta e questa sia riapparsa nel Lago Rodella sopra Velturno come testimonianza di un collegamento sotteraneo tra I due laghi.

Escursione al Lago Selvaggio:

Dal parcheggio in fondo a Valles si sale a piedi o con un minibus fino alla Malga Fane. Da qui si prosegue sul sentiero 17 attraverso la gola Schramme fino alll’incrocio per prendere verso sinistra il sentiero 18 in direzione Malga Labiseben. Il sentiero 18 porta attraverso punti molto esposti, ma attrezzati con corde, fino al lago. Per la salita dalla Malga Fane bisogna calcolare 2,5 ore, per il rientro 2 ore.

>>Viae2017<<